Pesaro e il ROF – Rossini Opera Festival

A Pesaro, il mese di agosto è dedicato a Gioacchino Rossini. Quest’anno il Rossini Opera Festival celebra la 46ª edizione dell’unico festival internazionale dedicato interamente al compositore pesarese.
L’evento, già iniziato il 10 agosto, proseguirà fino al 22 agosto 2025, trasformando la città in un palcoscenico diffuso, con spettacoli, concerti e appuntamenti culturali che attirano appassionati da tutto il mondo.
Il cigno di Pesaro
Gioacchino Rossini, soprannominato il cigno di Pesaro, è stato un grande compositore italiano. Nato a Pesaro il 29 febbraio 1792 e morto a Parigi nel 1868, compose la sua prima opera a soli 14 anni. Smise di scrivere molto giovane, a 37 anni, per ritirarsi nella pace della campagna parigina.
La sua opera ha attraversato diversi generi musicali. È conosciutissimo per capolavori come Il Barbiere di Siviglia e altre opere buffe, ma scrisse anche lavori di grande respiro come Guglielmo Tell, considerata la sua opera più importante.
Rossini, ironico, gaudente e geniale come la sua musica, continua ad affascinare intere generazioni a più di due secoli di distanza.
Rossini e la passione per la cucina
L’abilità musicale non fu il suo unico pregio: Rossini fu anche un grande personaggio a livello culinario. Chef gourmet ed esperto di vini, sperimentava in cucina come faceva con le note.
“Il silenzio è la pentola della musica, apri il coperchio e il gioco è fatto.”
Durante la sua infanzia venne spesso affidato alla nonna materna, a Urbino, dove imparò il piacere delle ricette della tradizione e ad apprezzare i prodotti marchigiani: gusti e sapori che lo accompagnarono per tutta la vita, come la passione per i tartufi.

Musica e sapori
“Non conosco un’occupazione migliore del mangiare, cioè del mangiare veramente. L’appetito è per lo stomaco quello che l’amore è per il cuore. Lo stomaco è il direttore che dirige la grande orchestra delle nostre passioni.”
Note e cucina si sposavano nei suoi “sabati musicali”: a casa sua la musica era accompagnata dai suoi piatti e dal suo vino. Creò ricette che ancora oggi si ritrovano nella cucina regionale marchigiana e francese.
Rossini ebbe una vera passione per il vino. Durante una tournée conobbe Antonin Carême, cuoco dei Rothschild, con cui instaurò un’amicizia. Celebre l’episodio del tacchino ripieno al tartufo inviato al barone Rothschild, che in cambio gli regalò grappoli d’uva dei suoi vigneti e poi alcune bottiglie di Château Lafite.
Era un intenditore di tutto rispetto: conosceva la vinificazione e la conservazione del vino. La sua cantina includeva Madeira, Bordeaux, Porto e Champagne. Sempre attento ed esigente negli abbinamenti tra cibo e vino.
“Mangiare e amare, cantare e digerire; questi sono in verità i quattro atti di questa opera buffa che si chiama vita… Chi la lascia fuggire senza averne goduto è un pazzo.”
Rossini oggi: musica, cucina e Bianchello del Metauro
Ad agosto, in questo periodo di ferie, possiamo prendere esempio dal nostro illustre conterraneo: lasciamoci cullare dalle melodie del Rossini Opera Festival e tentare dalla buona cucina e dal buon vino.
Peccato che Rossini non abbia potuto assaggiare il metodo classico della cantina Terracruda, ottenuto esclusivamente da uve Bianchello del Metauro. Con la sua freschezza e spalla acida, questo vitigno autoctono delle Marche si presta magnificamente alla spumantizzazione.
La nostra cantina propone tre interpretazioni di spumante Bianchello: metodo classico, metodo charmat e metodo ancestrale, adatti a ogni palato.
Approfitta ora dell’imperdibile promozione valida dal 14 al 24 agosto 2025: vivi Pesaro durante il ROF, scopri i suoi eventi e brinda con un calice di Bianchello del Metauro, il vino che unisce storia, tradizione e piacere.














