Che giorni sono questi?
Sono i primi giorni della vendemmia, i giorni più belli dell’anno rumorosi, allegri, appiccicosi di mosto, urgenti di trasportare, di pigiare, di rinchiudere il vino nuovo. I più impegnativi per le cantine, che sperano ogni anno nell’ottima annata.
Tornano assetati e tutti pieni di “Loppe”. Io sono in coppia con un ragazzo indiano. Ci presentiamo, ha il turbante bianco che mi colpisce, gli chiedo il perché di quel colore e così mi spiega il significato del colore dei turbanti mentre raccogliamo e ci affrettiamo per non rimanere indietro, la squadra dovrebbe muoversi più o meno insieme. Poi mi dice che sono quasi dieci anni che vive in Italia ed è contento perché il prossimo anno si sposerà. Io chiedo della cerimonia lui mi racconta e mi invita al matrimonio. La mattinata finisce. Nel frattempo l’uva raccolta viene posata nelle ceste che Loris, con Il carro trasporta in cantina dove c’è fermento per l’inizio di un nuovo anno enologico. Eugenio enologo e cantiniere, la prende in consegna, la tratta con cura perché dovrà scrivere su quella botte “Atto a diventare spumante rosato” e in cuor suo lavora per farlo diventare il rosato spumante più buono di sempre.
È così, , ma fa parte di un’antica tradizione che si rinnova. Questo è il primo dei quattro passaggi, che si effettueranno anche quest’anno.
Il primo è stato volto alla raccolta dei grappoli per base spumante rosato e bianco.
Il secondo passaggio sarà effettuato per i vini d’annata rossi e bianchi.
Il terzo quando sono rimasti i grappoli migliori non rovinati e ovviamente più maturi per le selezioni.
Fino ad arrivare al quarto passaggio dove si raccoglieranno gli ultimi grappoli lasciati a maturare per una vendemmia più tardiva. Il quarto passaggio per i vini riserva viene effettuato solo nelle annate migliori che non prevedono grande siccità o troppa piovosità.
Una parte della vendemmia è dedicata ai vitigni ritrovati, infatti l’Incrocio Bruni 54 essendo un vitigno precoce è il primo ad essere raccolto subito dopo la base spumante, mentre la garofanata al contrario è l’ultimo vitigno ad essere vendemmiato.
I più fortunati hanno il ricordo di una vendemmia vissuta personalmente, altri tramite immagini o letture come questa tratta da “Il lanciatore di giavellotto” di Paolo Volponi (1981):
“Sulla curva, i ragazzi dei due quartieri al di qua e al di là della Nazionale, aspettavano nei pomeriggi dei primi giorni di scuola i carri dei contadini che portavano le casse dell’uva appena vendemmiata al cantinone dello stesso palazzo, Il contadino guidava i suoi buoi davanti e guardava ogni tanto dietro il carro e il carico, se era solo, per difenderli con una lunga frusta. Tuttavia i ragazzi riuscivano quasi sempre ad arrampicarsi dietro venendo fuori dal muro della curva all’improvviso, saccheggiando le casse anche se coperte da una balla. Riuscivano tutti, impunemente, festosi e carichi di grappoli.”
Maria Adele Berti












